La gestione dello stress

Introduzione

Una domanda che faccio spesso alle persone con cui lavoro come coach è:”Come va con la gestione dello stress?”.

Dagli sguardi e dalle espressioni sui loro volti ho capito che questo è un tema importante e che pochi sanno che è possibile gestirlo.

Purtroppo se non sai che è possibile risolvere un problema non cerchi nemmeno possibili soluzioni.

Del resto nel linguaggio comune con l’espressione: “Sono stressato” si attribuisce allo stress la responsabilità di qualsiasi debolezza o cedimento. Persino quando andiamo dal medico ci sentiamo ripetere: “Sei stressato!”.

In questo articolo condivido alcuni spunti e la mia esperienza professionale nel campo delle relazioni d’aiuto allo scopo di favorire delle riflessioni su questo tema.

Da anni sono un entusiasta praticante di diverse discipline che ho appreso frequentando corsi in Italia e all’estero. Ne ho tratto enormi benefici tanto che le ho volute integrare nella mia professione e le uso tutti i giorni.

Partiamo da una definizione di stress per capire con cosa abbiamo a che fare.

Definizione di stress

Ho cercato una definizione di stress e mi ha colpito come risulti una categoria “residuale”.

“Qualsiasi tensione o logorio spesso non avvertito ma ugualmente dannoso”.

Traduzione: anche se non te ne rendi conto razionalmente lo stress lavora subliminalmente ovvero al di sotto del limite della coscienza.

Dato che è dannoso ritengo non sia bene lasciarlo lavorare indisturbato “là sotto” e che sia utile farlo emergere in qualche modo.

Primo step: la misurazione dello stress

Data questa definizione (che non è l’unica) un rimedio a questa mancanza di consapevolezza è portarci l’attenzione facendosi domande del tipo:”Quanto sono stressato? Dove lo sento nel corpo?”.

Il mio suggerimento da coach è di misurare lo stress individuandolo precisamente a livello di pancia, petto o gola e attribuirgli un valore in una scala da 0 a 10.

Ecco che individuare una sensazione corporea ci permette di “giocarci” con diverse tecniche e approcci (tratto la prima nell’articolo La gestione delle emozioni con EFT).

Chiedersi quant’è alto il fastidio ci permette di fare un’istantanea e di capire se la situazione richiede interventi più o meno urgenti.

Questa pratica favorisce una gestione proattiva dello stress.

Non c’è un livello giusto o sbagliato perché ognuno ha la propria sensibilità ma se il livello misurato non è quello desiderato è meglio conoscere delle strategie per intervenire.

Lo stress può essere causato da molti fattori (ambiente, abitudini, abilità per gestirlo) ma esistono anche sempre più tecniche e approcci efficaci, da un lato, per ridurre lo stress, e dall’altro, per aumentare i livelli di energia e di benessere.

Secondo step: le tecniche energetiche

Oggi, grazie a Internet e al mondo digitale tutti hanno la possibilità di informarsi e arrivare a creare delle routine per il benessere.

Cito solo a titolo di esempio: Emotional Freedom Technique, Provocative Energy Technique, Omega Healing, il Metodo Wim Hof, il metodo R.Q.I. e quello M.A.G.R.I.N., Intuitive Quantum Coaching, Reiki, Logosintesi, Psich-K,, le costellazioni familiari.

Molte di queste discipline lavorano a livello energetico e quindi aiutano a riequilibrare eventuali squilibri di Chakra e meridiani (così ben descritti nella medicina cinese).

Altre sfruttano il potere terapeutico delle parole e quindi operano a livello verbale.

Senza entrare troppo in dettaglio si usano delle frasi per portare l’attenzione su determinati aspetti e facilitarne un’integrazione o trasformazione.

I possibili benefici

I benefici che ho riscontrato sono molteplici: migliorano sonno, digestione, umore, lucidità mentale e, in generale, le prestazioni fisiche. 

Alcuni approcci, essendo frutto del lavoro di medici, permettono una riduzione di sintomi e vere e proprie guarigioni o remissioni spontanee.

Cosa ne penso? “Tanta roba!”.

Non credete a me: informatevi e sperimentate in prima persona.

Io consiglio sempre di

  •  iniziare gradualmente perché è bene che ognuno prenda confidenza con le proprie reazioni
  • darsi il tempo per ottenere risultati importanti.

Curiosità

Molte di queste pratiche condividono la stessa base teorica e forse per questo si potenziano a vicenda.

Le più interessanti per me sono quelle più efficaci se praticate in gruppo. Questa caratteristica mi piace molto!

La spiegazione più semplice, senza scomodare la fisica quantistica e non me ne vogliano i puristi, è che siamo come delle antenne ricetrasmittenti.

Abbiamo la capacità di connetterci a livello sottile  a dei campi energetici che possono contenere molte informazioni utili per il nostro benessere.

Straordinariamente questi campi agiscono al di là dei limiti di tempo e spazio.

Molte di queste discipline prevedono: 

  1. la possibilità di lavorare “a distanza”.
  2. di muoversi anche su una linea del tempo verso il passato e il futuro.

Ad esempio, chi conosce il funzionamento di Reiki o delle costellazioni familiari ha avuto modo di verificare gli effetti delle interazioni con questi campi informati. 

Non è facile parlarne a chi non ha mai vissuto niente del genere. Per questo invito a praticare in prima persona.

Fenomeni suggestivi? Data la costanza e l’intensità degli effetti ritengo più opportuna una riflessione sulla limitatezza di alcuni modelli tradizionali.

Per gli scettici a priori cito Jung: “Non è scientifico non indagare quello che non si conosce”.

Nuove prospettive

Gli studi dell’Istituto Heart Math negli Stati Uniti sulla coerenza fra cuore e cervello (https://www.https://www.heartmath.com) hanno portato di recente alla scoperta di cellule molto simili ai neuroni nel cuore.

Ecco che prendono forza le teorie, finora solo spirituali, che parlano di intelligenza del cuore ed esistono apparecchi che permettono di misurare il livello di coerenza fra cuore e cervello.

Diversi tipi di meditazione facilitano elevati livelli di coerenza. I livelli di coerenza più alti al mondo sono ottenuti dai praticanti del già citato metodo RQI – di Riequilibrio Quantico Integrato.

I tre cervelli

Ad oggi si parla non più di uno ma di tre cervelli: il primo posizionato nella scatola cranica a cui nel tempo si sono affiancati l’intestino (con tutto il suo corredo di batteri e flora intestinale) ed infine il cuore – dotato del campo elettromagnetico più potente.

E’ evidente che questi cervelli sono in relazione sistemica fra loro e che molte delle attività e funzioni svolte da ciascuno non sono alla portata della nostra coscienza.

Sulle possibili spiegazioni si trovano molti libri e ognuno è libero di approfondire e farsi una propria opinione.

Per quanto ho avuto modo di verificare come coach allenare la centratura nel cuore e aumentare i livelli di coerenza che direi accomuna queste tecniche e discipline, è una strategia molto potente per gestire lo stress.

Conclusioni

Se non cerchi soluzioni le probabilità che i tuoi risultati migliorino sono zero.

Sempre più persone imparano a gestire i propri livelli energetici e adottano buone pratiche che riducono drasticamente lo stress ottenendo benefici notevoli.

La gestione dello stress è alla portata di chi si informa, studia e pratica.

Purtroppo certi corsi sono molto impegnativi e costosi ma in rete si trova anche molto materiale di qualità.

Vi invito a seguire il mio blog per rimanere aggiornati sui miei eventi formativi e ricevere contenuti di valore.

Se avete curiosità o domande contattatemi attraverso l’apposito modulo. 

Nel prossimo articolo vi parlo di una tecnica di auto-aiuto che per me è speciale: “Emotional Freedom Technique” (E.F.T.).

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